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Anni Settanta. In una città di provincia dell’Italia centrale viene commesso un delitto: a Cesare Filangieri, stimato uomo d’affari, viene tagliata la gola con un’arma singolare, una janbiya, pugnale di origini nordafricane che aveva conservato dall’epoca della conquista d’Etiopia, alla quale aveva partecipato nelle file delle Camicie Nere. Un paio di testimoni affermano di aver visto una donna allontanarsi da Palazzo Thoss, dove Filangieri viveva, e al commissario Antonio Strano, uomo colto, amante delle arti, vengono affidate le indagini. L’arma del delitto, la bibbia aperta sulla scrivania della vittima, la ricca e antica biblioteca, non legano con il movente passionale che non convince Strano, il quale indagherà sul passato della vittima e su una ragnatela di ricatti, scoprendo come nulla sia ciò che sembra.

pag.86 – Isbn 978-88-68923-33-4

In copertina: “Giuditta e Oloferne” di Jean Valentin, Musee des Augustins ©

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Alfredo Spanò, calabrese, giornalista da sempre, ha svolto i ruoli di inviato, redattore, copywriter e addetto stampa per case editrici, agenzie di comunicazione, istituzioni e imprese. Oggi vive a Pennabilli RN.
Ha all’attivo le pubblicazioni: Manuale di corrispondenza aziendale (Hoepli, 1993), In nome del pecorino toscano (Oriongraph, 2006), Delitti minimi (Clast, 2014), oltre a numerose prefazioni e presentazioni.
Web editor dei siti Scrivereperleimprese.it e Capoversi.it, più di recente è stato presidente dell’associazione di volontariato D’là de’ foss e promotore culturale di CulturaNatura.

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