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IL SALICE DI LUCA

(7 recensioni dei clienti)

15,00

ANNA TARANTELLO

COD: fen1177 Categoria:

Luca, giovane senzatetto, vive sotto un vecchio salice lungo l’argine del fiume, accudito da Chiara, una volontaria. Indossa una maschera per camuffare le insicurezze e desidera solo di non essere giudicato, disprezzato od oggetto della compassione altrui. Una notte viene aggredito da due ragazzi ma per fortuna Francesco, ex di Chiara, lo salva. Il loro incontro sancisce una nuova amicizia ed è l’occasione per guardarsi nel profondo, mentre il salice diventa luogo d’ispirazione e di una serie di incontri e speranze tra personaggi dal destino incerto, tutti alla ricerca della propria strada.

pag.136 – Isbn 978-88-68929-41-1

Copertina: F. Delgado, Unsplash.com

DISPONIBILE IN FORMATO E-BOOK SU AMAZON E IBS

7 recensioni per IL SALICE DI LUCA

  1. Alice

    Consiglio la lettura a chi vuole avvicinarsi al tema della solidarietà attraverso una narrativa che si affaccia sul quotidiano dei personaggi. Molto bello, da leggere

  2. SONIA

    Ci sono libri che non cercano di incantarti con costruzioni artificiose, ma che arrivano dritti allo stomaco per la loro verità.
    Il salice di Luca è uno di quelli. Attraverso le vite incrociate di Francesco, Chiara e Luca, l’autrice ci conduce in un viaggio crudo e senza filtri tra le pieghe della marginalità e della solitudine contemporanea.
    La scrittura è nuda ed essenziale perfetta per descrivere e far sentire gli odori, il freddo dell’autunno, il fango degli argini del fiume.
    Il personaggio di Luca, in particolare, incarna un desiderio di libertà e di autenticità che fa riflettere profondamente sulle nostre priorità e sulla società di oggi.

  3. Anna Maria Veit

    Il salice di Luca Anna Tarantello

    La vita è poesia. Scorre come decide Lei, non come vogliamo noi, e se cerchiamo di addomesticarla si ribella e morde, questo Anna lo sa e ne scrive. Racconta storie, perché questo fanno gli scrittori, storie reali nella loro crudezza, perchè se la poesia e la vita a tratti sanno essere dolci, certe vite stridono, urtano, in primis se stesse, poi i “cari”, le famiglie e gli amici, ma in ultima istanza, denunciano il mondo e per questo “difetto di felicità” sono perlopiù condannate, se non offese, vilipese, pestate, qualche volta persino uccise. Luca giovane barbone, rischia di morire, per le botte di due ragazzotti deficienti e la storia ha inizio. Badate bene con deficienti intendo, etimologicamente parlando, due beoti manacanti di neuroni a tratti…ce ne son tanti in giro che pensano di aver ragione quando iniziano a pensare male dell’altro e finiscono usando tutta la violenza che conoscono, in un triste climax. Le storie si intrecciano, l’amore fallisce, rimangono gli argini, gli alberi, il vino del cartone…poi tutto scompare ma chi trova se stesso rimane radicato, nonostante ai più non sembri la soluzione migliore. Il giudizio è inutile ma il messaggio di Anna è chiaro: godiamoci la vita per quella che è oggi, “del doman non v’è certezza”. Leggete questo libro perchè i barboni vivono prima di tutto in noi e più gli sfuggiamo più perdiamo noi stessi. Vivono in noi anche gli istinti più grami e sono altrettanto celati ai più, soprattutto quando diventano azione. Grazie Anna per averci ricordato che siamo umani e che finchè calpestiamo la terra ci sporcheremo sempre un tanto o un poco…si salva chi se ne rende conto e volge un occhio compassionevole verso la sua e l’altrui umanità, anche quando sembra non riuscire a salvarsi.

  4. Francesca Giacomello

    Il romanzo racconta con grande lucidità e umanità il tema delle cadute, quelle che la nostra società performante non ammette e che invece definiscono le persone più delle vittorie. Attraverso le storie di Luca, Francesco e dei senzatetto che vivono ai margini, il libro mette a nudo pregiudizi, fragilità e il bisogno profondo di essere visti davvero.

    Colpisce la rappresentazione del mondo del lavoro giovanile, tra speranze tradite e figure ambigue come Vito, gentile ma doppiogiochista, contrapposto al datore burbero che però riconosce il valore di Francesco. Allo stesso modo, il rapporto tra Luca e la società mostra quanto sia difficile liberarsi dallo stigma: lui rifiuta gli ideali dominanti e sceglie di farcela da solo, restando fedele al suo sogno semplice e ostinato di “vivere sotto un albero e dipingere”.

    Il volontariato è raccontato senza retorica: Chiara incarna una buona intenzione che però non coglie davvero i bisogni di chi vuole aiutare, mentre la madre di Francesco usa il volontariato per non affrontare il proprio dolore, rimanendo prigioniera della vedovanza e trascinando il figlio nel suo immobilismo.

    La parentesi teatrale è uno dei momenti più forti: un’apparente celebrazione che in realtà diventa propaganda, un palcoscenico che sfrutta le vite difficili senza comprenderle. Solo la storia di Luca, “una storia nella storia”, riesce a bucare la superficie e a restituire dignità a chi è abituato a essere ignorato.

    Il romanzo, pur facendo sognare, non parla di trionfi ma di resistenza. Mostra che cadere è inevitabile, ma rialzarsi è ciò che ci rende umani. E in questo, ogni lettore può riconoscere un pezzo della propria vita.

  5. Silvana Indelicato

    Leggere è ristoro per l’anima: questo prova il lettore appassionato e attento. E quando ci troviamo ad avere tra le mani un romanzo caratterizzato da una scrittura fluida, priva di fronzoli e che va dritto al cuore, non possiamo che rilevare tutta l’ emozione dell’ autore. Questo accade con “Il salice di Luca” – secondo romanzo di Anna Tarantello – pubblicato da Edizioni Montag.
    La sensibilità della scrittrice per un tema tanto attuale la conduce a dare spazio e voce alla figura del protagonista, in primis, e a coloro che, nel divenire del racconto, entreranno in contatto con lui, che ha scelto di vivere al riparo di un vecchio salice.
    Luca e gli altri come lui sono persone disilluse. Non si sentono più parte integrante di una società che pare averli dimenticati e dalla quale sono stati in qualche modo feriti, annullati. La dignità, tuttavia, prevale su tutto e, pur conducendo una vita da emarginati, non disdegneranno un po’ di umanità e comprensione da chi andrà loro incontro con acqua fresca in estate e una calda coperta in inverno, purché non vengano giudicati o commiserati.
    Un romanzo da leggere per poter riflettere una volta di più su chi nella vita non ha avuto la fortuna di altri o ha rinunciato a ogni comodità pur di rimanere fedele alla propria natura, respingendo ogni occasione di compromesso.
    I personaggi, che per solidarietà entreranno nella vita di Luca, sono delineati con delicatezza e forte impatto allo stesso tempo. Lettura consigliata!

  6. Gerarda

    Più o meno tre anni intercorrono tra il primo romanzo “La farfalla in rosa”pubblicato nel 2023 e “Il salice di Luca”di recente pubblicazione.In mezzo ci sono molti interessanti racconti brevi che segnalano il graduale percorso della scrittrice verso altri temi di ambito sociale o storico.Il risultato è questo romanzo i cui protagonisti sono giovani che faticano a trovare una collocazione nella società e nel mondo del lavoro, non aiutati dalle famiglie, persone semplici non in grado di comprendere certe forme di disagio.
    Luca, un giovane pittore, è
    Uno di questi, rinunciatario,sopraffatto da una serie di problemi che non è stato in grado di affrontare da solo e per questo si è rifugiato sotto un salice, lungo un argine. La difficoltà della precaria situazione che riguarda anche altri che bivaccano sullo stesso argine e’ mitigata dall’intervento di due giovani volontari che portano cibo e bottiglie d’acqua e che faticosamente riescono a instaurare un rapporto con queste persone. Altri personaggi si muovono intorno a loro, in partI colare uno, Francesco, che vorrebbe trovare un lavoro che gli consentisse di affrancarsi dalla famiglia. Sullo sfondo famiglie,datori di lavoro pronti a sfruttare al massimo questi ragazzi. Il risultato è un grande e curatissimo affresco di una parte della nostra società, i giovani appunto,che non riceve l’attenzione che meriterebbe. Molti i temi e molti gli interrogativi che pone questo romanzo che lascia al lettore il compito di trovare risposte non facili.
    Il salice, simbolo bene augurante di resilienza ma anche di rinascita sarà muto testimone del ritorno alla vita di Luca

  7. Patrizia

    I miei complimenti ad Anna Tarantello per il suo secondo romanzo dal titolo “Il salice di Luca”, edito dalla Montag Edizioni.
    Il testo, ben curato, fluido e comprensibile, narra la storia di Luca, un giovane senzatetto, che trova riparo sotto un vecchio salice lungo le sponde di un fiume, personaggio che spiazza e scuote nel profondo con la sua disillusione e caparbietà. L’ autrice ci propone una lettura forte e delicata allo stesso tempo, uno sguardo crudo ma toccante su chi, come Luca, per scelta o per forza maggiore, vive ai margini della società che dal suo canto invece ne rifugge qualsiasi forma di contatto.
    Ne consiglio la lettura.

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Anna Tarantello, padovana, vive in provincia di Udine.
Laureata in Beni Culturali , è beta, correttrice, e scrive recensioni.
Autrice di racconti spesso premiati e presenti in antologie edite da Historica Edizioni, Atile Edizioni , Kubera Edizioni e Rudis Edizioni.
Il suo primo romanzo La farfalla in rosa (Montag) è stato pubblicato nel 2023.

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