In “Perfettamente imperfetto”, il sapere giuridico si fa narrazione dell’anima, e l’aula universitaria diventa un teatro silenzioso in cui si rappresenta il dramma del conoscere. Il professore diviene custode di un sapere lento; l’allievo, erede inconsapevole, raccoglie la voce come un’eredità morale; l’intelligenza artificiale osserva e calcola, ma resta esclusa dal mistero che abita l’errore. In sette atti e un post scriptum, l’autrice compone una meditazione sulla fragilità dell’umano tramite un intreccio di voci, tra la perfezione dell’algoritmo e l’imperfezione che restituisce senso. Ne nasce un racconto che è insieme ricerca etica e itinerario interiore, un dialogo sul sapere come forma di resistenza e come esercizio di libertà.
Pag.50 – Isbn 978-88-68929-25-1
Copertina: M. L. Passador

Maria Lucia Passador è Assistant Professor di diritto commerciale e dei mercati finanziari presso l’Università Bocconi di Milano e Avvocato in Milano.



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