Antologia composta da ventitré racconti che si dispiegano lungo un arco temporale di duemila anni, attraversando epoche e paesaggi, storie intime e collettive. Un filo invisibile li unisce: il desiderio di trattenere il tempo, di salvare qualcosa di sé nel passaggio inesorabile delle stagioni. C’è chi tenta di racchiudere la propria immagine sotto vetro, chi ne coglie il riflesso in un attimo sensoriale. Tutti, in modi diversi, inseguono ciò che resta, o vorrebbero che restasse. È una tensione antica, schiettamente umana, che si
rinnova in ogni racconto come in un florilegio di esperienze e visioni.
pag.180 – Isbn 978-88-68929-59-6
Copertina: E. Ball, Unsplash.com
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Giuseppe Muscardini, già Responsabile della Biblioteca del Musei d’Arte Antica di Ferrara, ha pubblicato i romanzi L’abbraccio dei forti, 1987, Il volo delle folaghe, 1990, Ai tempi del cormorano, 2001, Vaniloquio d’autunno, 2019, Le luci avare dell’alba, 2021.
Come saggista ha pubblicato: Arrigo Podetti detto Calofilo, 1988, La poesia di Bruno Pasini fra eros e memoria, 1996, Rimario delle Satire di Ludovico Ariosto, 1999, L’empietà di Marte, 2007, Itinerari culturali nella Svizzera italiana, 2024, Ariosto. Mitografia e celebrazione, 2025.
Ha collaborato con le riviste «Nuova Antologia», «Italianistica», «Giornale Storico della Letteratura Italiana», «Filologia & Critica», «Antologia Vieusseux» e «Belfagor».
Nel 2023 ha collaborato con la trasmissione radiofonica Io, Chiara e il green di RAI Isoradio.
Su incarico della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani nel 2024 ha compilato la voce Parisina per l’Enciclopedia Dannunziana.
Giulia –
L’ ampio arco temporale in cui i racconti si sviluppano, sorretti da un filo rosso che sul piano introspettivo lega i diversi protagonisti, rende il libro particolarmente accattivante. Personalmente ho trovato attraente l’idea narrativa adottata dall’autore, e ho scelto un mio individuale metodo di lettura: un racconto ogni sera, con la pausa del giorno successivo per preparare il terreno al subentro di una nuova ambientazione, dove il tempo è un elemento tutt’altro che accessorio. Consiglio la lettura di questa raccolta di racconti, che gode tra l’altro di un titolo seducente.
Angelica –
Lettura piacevole. Pagina dopo pagina, racconto dopo racconto, si percepisce come il filo conduttore da seguire sia quello della dimensione del tempo e di come il presente dei singoli personaggi, calati in diverse situazioni ambientali, influenzi grandemente le loro condotte e la loro stessa ragion d’essere. I 23 protagonisti si rapportano così con le influenze esercitate sulla loro esistenza dagli eventi storici a cui partecipano, vivendoli anzitutto sul piano di un’interiorità a tratti sofferta, a tratti accettabile e in altre occasioni del tutto gratificante.
Roberto Marchetti –
La parte visibile si presenta come un’opera di notevole originalità narrativa, capace di accompagnare il lettore in un viaggio attraverso i secoli con la naturalezza di una vera e propria macchina del tempo. Giuseppe Muscardini costruisce una struttura che rompe la linearità tradizionale del racconto storico: non una cronologia arida, ma una successione di frammenti di vita vissuta, ciascuno incastonato in un preciso momento storico e filtrato attraverso lo sguardo di singoli personaggi.
Il pregio più evidente dell’opera risiede proprio in questa capacità di intrecciare la grande Storia con la dimensione individuale. Muscardini non si limita a raccontare gli eventi, ma li fa rivivere “dall’interno”: ogni episodio diventa l’esperienza concreta di un protagonista che sente sulla propria pelle il peso del proprio tempo. Il lettore, così, non osserva da lontano, ma partecipa emotivamente, condividendo ansie, paure, speranze e drammi personali. È una narrazione immersiva, in cui la distanza tra passato e presente si annulla.
La scelta di introdurre ciascun racconto con la data in numeri romani è un altro elemento distintivo. Questo espediente non è soltanto formale, ma contribuisce a creare un senso di solennità e di sospensione temporale, quasi a segnare l’ingresso in una nuova epoca ogni volta. È come varcare una soglia, prepararsi a entrare in un altro mondo, pur restando all’interno di un unico disegno narrativo.
Nel complesso, l’opera restituisce un affresco potente dell’umanità lungo i secoli. Non c’è idealizzazione: ciò che emerge è una condizione umana spesso segnata dal conflitto e dal dolore, ma proprio per questo autentica. Ogni racconto è un tassello che contribuisce a comporre un quadro più ampio, dove i singoli destini si intrecciano con i grandi eventi, restituendo il senso di un’umanità che, pur mutando nel tempo, continua a confrontarsi con le stesse fragilità.
Ciò che rende La parte visibile particolarmente affascinante è proprio questa duplice dinamica: da un lato l’immersione totale in un preciso momento storico, dall’altro la capacità, alla fine di ogni episodio, di rilanciare il lettore verso epoche diverse, mantenendo viva la curiosità e la tensione narrativa. È un continuo alternarsi tra radicamento e movimento, tra profondità e ampiezza.
In definitiva, Giuseppe Muscardini offre un’opera originale e coinvolgente, capace di coniugare rigore storico e sensibilità narrativa. La parte visibile non è solo un libro da leggere, ma un’esperienza da attraversare: un viaggio nel tempo che lascia il lettore arricchito, consapevole e, soprattutto, emotivamente coinvolto.