È la storia di Arthur, un giovane che non si trova a suo agio in una società disarmonica e disattenta. E poi c’è Elizabeth, donna bellissima che al contrario di Arthur utilizza la fuga come tentativo per andarsene. Lui, invece, non fugge ma naviga al fine di cercare un piccolo spazio personale in cui poter vivere tranquillamente e in libertà con chi ne condivide la natura. È una storia di flashback, eventi casuali e colpi di scena. Questa forse è la migliore rappresentazione del Folle che, in fin dei conti, trovando sé stesso non teme più nulla, o quasi.
pag.58 – Isbn 978-88-68928-82-7
Copertina: Luca Taschini

Luca Taschini, è nato a Orvieto ha una laurea triennale presso l’Università degli studi di Siena in Studi letterari e filosofici.



Raffaele –
Quando ci si trova di fronte a un esordio letterario il rischio è quello di ritrovarsi involontariamente a fare paragoni con questo o quello scrittore, nel tentativo di incasellare ciò che stiamo leggendo all’interno di uno spazio che comprende ciò che abbiamo già letto.
Tuttavia, se “Il Folle” di Luca Taschini ha un pregio, e per me senza alcun dubbio ce l’ha, è proprio quello di risultare diverso, di una diversità che a volte tende verso la stravaganza e molte altre volte, soprattutto, verso l’originalità.
Se scegliete di intraprendere questo viaggio al fianco di Arthur, l’irrequieto protagonista di questa storia, cercate di avere la sensibilità di camminare fianco a fianco con lui, di contestare o di condividere le sue scelte e le sue idee, di camminare con delicatezza all’interno dei suoi pensieri, così contorti e folli, ma allo stesso tempo così liberi e puri; se lo farete, verrete trasportati all’interno di quella che all’inizio potrà sembrarvi solo una banale storia d’amore, ma che alla fine, forse, lascerà anche a voi la stessa consapevolezza che ha lasciato a me: talvolta l’amore è solo la risposta sbagliata a una domanda giusta.
Raffaele S. –
Questo esordio letterario di Luca Taschini nasce dalla spiccata sensibilità umana e artistica dello scrittore che con sapienza e lucida creatività dà vita a un personaggio stravagante e insolito, di quelli che si leggono nei romanzi dei più grandi, un nome che ogni lettore che avrà a che fare con questa opera prima porterà con sé nella propria esperienza di vita.
Arthur è un sognatore, uno “sbagliato” che vive la sua contemporaneità in maniera conflittuale, un romantico che si innamora di tutto, che ama e soffre, che vive il suo essere fuori dall’ordinario con ostinata e malinconica serenità .
Un folle, il folle. Colui che agli occhi di tutti è incomprensibile, o forse solo incompreso.
Surreale e realistico, un eroe d’altri tempi, un naufrago in mare aperto che vorrebbe gridare “terra!”, consapevole che in fin dei conti l’unico approdo a lui concesso è il suo stesso naufragare.
È lì che Arthur si ritrova, nel suo perdersi, nella sua logica senza regole, nella sua solitaria diversità, nella sua follia, che altro non è che una libera danza sulle note dell’inudibile.
Da leggere, ascoltare e, di più, sentire.
Francesca –
Arthur è il protagonista di questa storia.
Vi divertirete a ondeggiare tra i pensieri e le azioni di questo personaggio che ha scelto la sua autenticità in quanto persona realmente pensante in un mondo di automi.
Michele Bacchio –
Arthur, o il folle, è un ragazzo con un proprio mondo interiore che fatica a trovare il suo spazio nel mondo d’oggi, dove tutto corre veloce e nessuno si sofferma più sull’importanza dei dettagli e sul dare un senso alle piccole cose.
Sicuramente l’autore, al contrario delle tendenze, ha proprio questa capacità, che gli consente di descrivere nei minimi dettagli le ambientazioni del proprio racconto rendendo piacevole il costruirsi della storia nella mente del lettore.
Da ciò che ne ho personalmente tratto, il breve romanzo cerca far emergere proprio la difficoltà di muoversi in un contesto esterno quantomeno non piacevole, cercando di mantenere integri i propri valori e la propria sensibilità. E questo è una sfida nel momento in cui si cerca di aprirsi a qualcuno, proprio come fa il protagonista, perché l’autenticità può mettere a dura prova chi non vi è abituato.