Le storie di questa raccolta nascono da impressioni, da piccoli squarci che si aprono talvolta nel tessuto apatico delle giornate, laddove
il sogno diviene lucido e la realtà si contrae in un bruscolo di polvere nel fascio di luce. Perciò non vogliono dire molto: sono fili d’un flusso fuggevole che tremolano in una mattina d’autunno o in un crepuscolo estivo; sono resti di ragnatele o di nidi in cui si è provato a cristallizzare qualcosa – la nostalgia, la paura, l’amore, il vuoto. Quando gli ultimi frammenti d’illusione li ha ormai dissolti il vento e si rimane incerti, con una solitaria paralisi nel cuore; ma ancora resta uno scintillio nascosto, inquieto, un sussurrio di ombre, una vibrazione lieve, – affamata, nonostante tutto, di vita.
pag.118 – Isbn 978-88-68929-04-6
Copertina: D. Lines, Unsplash.com

Carmen Aiezza, casertana, è laureata in filologia classica.



Raffaella –
Che dire..mi è stato consigliato questo libro da un amico che conosce l’autrice..e mi sorprende sapere che a scriverlo si una giovane donna con un’abilità di scrittura stupefacente ed originale soprattutto.Davvero bellissimo..Consiglio a tutti il libro e spero lei ne pubblichi altri perché merita.