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Stefano Re ha chiuso col passato. Questo pensa mentre va al lavoro presso il centro Dionisio, una comunità per tossicodipendenti dove opera come educatore. Ha una bellissima moglie, è padre, ha un lavoro che ama e che lo fa sentire utile… Tutto è dimenticato di quel passato marcio e devastante fatto di droga, di incontri clandestini di pugilato gestiti dalla malavita, belle donne e una città, Milano, ai piedi di Stephen Irish Rex, il nome col quale Stefano era diventato campione indiscusso. Ma il passato ha la brutta abitudine di tornare, soprattutto quando ci sono conti da saldare e debiti da onorare.

pag.306 – Isbn 978-88-68924-24-9

2 recensioni per IN DIREZIONE OPPOSTA

  1. Scanarotti Roberto (Libera università di Anghiari)

    ‘C’è un’arte in Giappone, il kintsugi, che si dedica a ricomporre gli oggetti in ceramica danneggiati, utilizzando l’oro. Rapportato all’esistenza umana, il senso di questo procedimento è sottile metafora della preziosità della cura. Di quella possibilità di trasformare l’imperfezione in perfezione che si rivela quando si sceglie di rimettere in sesto i frammenti della propria anima affidandosi al valore di un percorso resiliente.
    Cura e riscatto sono l’oro che il protagonista di In direzione opposta trova sulla sua tortuosa strada, dal momento in cui orienta le proprie azioni verso la conquista della dignità. La storia che Alessandro Venuto ci propone nel suo romanzo d’esordio ci presenta subito Stefano Re, ormai diventato esperto educatore in una comunità di tossicodipendenti, nel suo presente di marito e di padre. Intessendo il racconto nella scansione temporale di una giornata di lavoro, affiorano i flash-back che portano alla luce il difficile passato di Stefano: gli incontri clandestini di pugilato gestiti dalla malavita, l’amore per la donna di un boss, la schiavitù della droga e il positivo percorso di recupero nel mondo reale di una comunità terapeutica, dove insieme a persone straordinarie, perché vere, una seducente biblioteca lo attrarrà irrimediabilmente verso la conoscenza. A tutto questo pensa Stefano, tra un impegno e l’altro e una telefonata a Sharon e alle bambine, quando improvvisamente accade qualcosa: il passato, a volte, ritorna, e la storia prende una svolta inattesa.
    In direzione opposta nasce dall’incontro tra la fantasia e le esperienze professionali di un autore che, come il protagonista del libro, svolge l’attività di educatore in una comunità. “Aspetti della mia vita vengono in qualche modo distribuiti sui tre personaggi principali – spiega Venuto – molti altri invece li ho recuperati dalle infinite ore accumulate nelle quali i pazienti, con grande cura, mi hanno spiegato cosa sia una dipendenza e come la si vive”.
    Il risultato del suo lavoro è una storia avvincente e per certi aspetti anche istruttiva. Venuto ci accompagna in due veri e propri gironi infernali, quello dei combattimenti illegali e quello della dipendenza da sostanze, per poi farci conoscere da vicino, con il filtro della sua reale esperienza, di che cosa si parla quando si parla del lavoro di cura che si svolge all’interno di una comunità di recupero. E lo fa, inoltre, dimostrando di possedere la capacità di gestire con equilibrio il non semplice rapporto che unisce tra loro autobiografismo e biografia immaginaria. Ma non solo. Come ci ricorda Luis Sepulveda, “Lo scrittore deve annullare la propria identità per diventare tanti Io quanti sono i suoi personaggi”. Venuto, senza dubbio, riesce qui a rendersi invisibile e a moltiplicarsi, spalmando personale passione ed esperienza nella tutt’altro che scontata raffigurazione dei personaggi portati in scena.’ da Roberto Scanarotti, Libera università di Anghiari http://lua.it/pubblicazioni/direzione-opposta-recensione-roberto-scanarotti/

  2. Lucia Turetta per La bottega dei LIbri www.labottegadeilibri.it

    Stephen e Sharon sono due ragazzi che vivono ai margini della periferia di Milano. Sono due tossici le cui vite si sono incrociate per puro caso e da quel momento non si sono più lasciati.l percorso che li ha portati a costruire assieme la famiglia che oggi hanno non è stato per nulla facile.
    Sono entrati in una comunità di tossicodipendenti per trovare la loro cura. Le difficoltà incontrate durante quel lungo periodo sono state moltissime, ma l’incontro con i rispettivi care manager e la consapevolezza di dover scegliere tra vivere o morire li porteranno a dove sono ora.Non tutto, però, è così facile. Quando tutto finalmente sembra andare bene e la felicità sia entrata nelle loro vite, ecco che il passato torna prepotentemente come un fulmine a ciel sereno.Stephen proviene da una realtà critica, quasi al limita. Una vita passata a fare da madre alla sua stessa madre a causa di una serie di circostanze. Fatta per lo più di incontri di lotta clandestina in cui combatteva per un clan di mafiosi e di droga. Ad un certo punto, dopo aver incontrato la sua Sharon, inizia a sognare una vita normale, fatta di routine, amore, lavoro e famiglia. Deve combattere, però, con il richiamo, perché si fa sentire in maniera molto forte.Altrettanto forti, però, sono anche la sua forza di volontà e le risorse che scopre di possedere lungo il suo percorso. Una di queste risorse è proprio il pugilato che da problema diventerà la base su cui costruire la propria cura.Per Sharon, invece, la strada è più dura. Anche lei viene da situazioni difficili che la destabilizzano più di una volta. Il suo punto di partenza sarà proprio la riconciliazione con la famiglia e l’importanza per lei di avere un loro supporto ed essere accettata nonostante i suoi errori.

    Un buon libro, molto riflessivo e ben scritto. La storia la trovo molto bella e un buon spunto per molti ragazzi. Non mi è piaciuto la scelta stilistica di utilizzare molti salti temporali perchè a mio avviso rende più difficile capire la storia e rischia di renderla confusionaria.

    A volte magari un po troppo tecnico nel lessico, ma mai pesante o noioso.

    Mi è piaciuto molto. Soprattutto il finale: inaspettato e pieno di suspense.

    4 stelle.

    https://www.labottegadeilibri.it/recensione-in-direzione-opposta-di-alessandro-venuto-montag/libri/

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Alessandro Venuto, – Chiavari, 1983 – vive e lavora come educatore a Milano, dove si è trasferito nel 2010.
Ha partecipato a diversi concorsi di scrittura a livello nazionale ottenendo la pubblicazione di racconti e poesie.
In direzione opposta” è il suo romanzo di esordio.

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