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COME IL GIORNO E LA NOTTE

(17 recensioni dei clienti)

18,00

FRANCESCA ERRIU DI TUCCI

COD: fen876 Categoria:

Anni Ottanta. Vincenzo ha sedici anni e decide di fuggire dalla casa famiglia dove è in cura per disturbi psichici. Una fuga in treno in cerca di una libertà come solo gli adolescenti possono sognare, e col desiderio di ritrovare Tomas, il ragazzo conosciuto mesi prima. L’incontro tra i due – Vin introverso e preciso; Tom ribelle e orgoglioso – sfocerà in un rapporto problematico che li farà avvicinare sempre più, decisi a inseguire i sogni, a loro rischio e pericolo.

pag.210 – Isbn 978-88-68924-70-6

17 recensioni per COME IL GIORNO E LA NOTTE

  1. Laura

    Recensione per COME IL GIORNO E LA NOTTE
    ★ ★ ★ ★ ★

  2. Carmela

    Recensione per COME IL GIORNO E LA NOTTE
    ★ ★ ★ ★ ★

  3. Angela

    Recensione per COME IL GIORNO E LA NOTTE
    ★ ★ ★ ★ ★

  4. Margie

    Review for COME IL GIORNO E LA NOTTE
    ★ ★ ★ ★ ★

  5. Margie

    Un crescendo di emozioni contrastanti, in un contesto di disagio che l’autrice ci fa sentire vicinissimo a noi. Una storia di vite al limite, di sofferenza e inquietudine, consigliata a chi, passando in mezzo agli ultimi, non volge lo sguardo altrove.
    Sorprendente.

  6. Linda

    Il libro come il giorno e la notte mi è piaciuto molto . L’autrice affronta temi forti , anche un po’ scottanti in modo profondo e sereno, provocando nel lettore momenti di commozione tristezza ma anche strappando un sorriso , simpatia per i personaggi che sono tutti in un certo senso vittime e carnefici allo stesso tempo. Il libro si legge tutto d’un fiato con l’ansia di sapere la sorte di ognuno di loro .

  7. alessandro gnani

    Morire per un bacio. In qualche modo così accade nella Salome di Wilde. C’è Wilde in questo romanzo, con la Salome ma non solo. E poi la musica: da Morrison a Schubert. E c’è la buona narrazione.
    Narrare lo squallore, l’abbandono, la violenza. Narrarli quasi sottovoce, quasi fosse normale, perché davvero è normale per Vin e Tom, vivere giorno per giorno laggiù, vicino alla stazione, un po’ in roulotte un po’ in un casolare, a spacciare e sballarsi, se non c’è niente di meglio dopo la fuga dalla casa-famiglia. Morire per un bacio, fottersi tutto in cerca di qualche briciola d’amore, è un po’ come fottersi per disperato bisogno di una dose.
    La narrazione buona di gesti semplici e quotidiani, perché è quella la normalità dei personaggi nel sopravvivere da schifo. E quando si risolvono a compiere gesti grossi è perché purtroppo non rimane altro modo di cambiare le cose. “Perché non si poteva entrare in una cabina e cambiare tutto?” Meglio che Vin continui a prendere le sue pillole. “… avere una vita normale, andare a scuola, ridere per le stupidaggini” e, soprattutto, forse, “non essere innamorati senza speranza”. Meglio lasciarsi andare, farsi un bagno in mare e non pensarci.
    Se si scava un po’ si trova qualche punto dove forse avrei preferito sentire la storia più in presa diretta e meno raccontata, ma l’allucinazione e la commozione restano tutte.

  8. Antonio

    La narrazione mi ha riportato in molti tratti a una fusione sgranata fra “Le avventure di Oliver Twist” e “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”, delineando alcune atmosfere un po’ desolanti alla Stephen King.
    La storia possiede un andamento che condiziona inevitabilmente il lettore: i protagonisti sopravvivono anziché vivere e il crudo tema della fuga mette a nudo ciò che porterà il lettore a un’inevitabile stato d’animo melanconico. Non esistono, infatti, spazi per coloro che ‘fingono’ l’impassibilità emotiva di fronte al finale della vicenda.

  9. Cristiano Rosari

    “Ogni adolescenza coincide con la guerra
    Che sia vinta, che sia persa
    Ogni adolescenza coincide con la guerra
    Che sia falsa, che sia vera
    Ogni adolescenza coincide con la guerra
    E così sempre sarà”

    Aveva proprio ragione Davide Toffolo quando ha scritto questi versi. Ma se così è, i protagonisti del bellissimo libro “Come il giorno e la notte” di Francesca Erriu Di Tucci (aka Francesca Enrew) hanno vinto o hanno perso?

    Vin è un sedicenne fragile con le sue ossessioni e il suo passato problematico; trova conforto nella reiterazione delle cose (ad esempio l’enunciato del teorema di Pitagora da ripetere come un mantra) e nell’ordine; la madre l’ha “parcheggiato” in una casa famiglia perché non riesce a gestirne le complessità.

    Vin è la notte, la sua vita cambia quando incontra il suo giorno: Tom.

    Bello, sicuro di sé, estroverso e con un’infanzia difficile da metabolizzare. Tom è troppo libero per rimanere rinchiuso nella casa famiglia e scapperà ben presto lasciando in Vin un’urgenza: quella di ritrovarlo.

    Così il giovane Vin partirà alla ricerca dell’amico (solo un amico nei suoi pensieri?); lo ritroverà in un casolare dove vive di espedienti con altri ragazzi. A gestire i traffici c’è forse il personaggio più affascinante: André, l’unico adulto che abbia un peso nella storia. L’autrice nasconde André, che è il “cattivo”, dietro un velo: vediamo le sue azioni ma non capiamo le motivazioni che lo spingono a sfruttare i ragazzi. A volte viene il dubbio che anche lui abbia un passato tragico che governa il suo agito. I “ragazzi interrotti” di Francesca si muovono al buio cercando di trovare una direzione in quel momento della vita folle, oscuro e caleidoscopio che chiamiamo “adolescenza”. Con la stessa turbolenza del mare che fa da quinta di sfondo all’intero racconto.

    Il tutto verso un finale per niente facile che lascerà al lettore il compito di decidere se la “guerra” di Vin e Tom è stata vinta oppure persa.

    Una trama densa e coinvolgente in cui si affrontano temi come l’amore, la droga, la morte, la musica e molto altro.

    L’opera di Francesca mi è piaciuta davvero tanto. È un libro maturo, tanto da sorprendere il fatto che sia il suo primo romanzo e non si tratti di un’autrice con molta più esperienza. Lo stile è minimale, niente fronzoli o metafore improponibili; le frasi, spesso bevi e secche, sono al servizio della storia e non viceversa come spesso capita. I personaggi sono perfettamente caratterizzati, l’ambientazione negli anni Ottanta è resa credibile dagli oggetti di uso comune e dalle situazioni che rimandano a quell’epoca. Il punto di vista è quasi sempre quello di Vin, inframezzato dalla vicenda di Tom. Andrè rimane residuale ma non meno azzeccato.

    La frase: “Era il dispiacere nel piacere, la gioia nel dolore, la morte nella vita. Nel sapere che tutto sarebbe finito lì, in quella macchina, in quella strada, in quella pioggia.”

    Beh, che dire? Un’autrice che scrive così vale di certo la pena leggerla.

    Da leggere ascoltando: “Ogni adolescenza”, Tre allegri ragazzi morti. “Welcome to the Jungle”, Guns ‘n roses.

    Da leggere se si è amato: “la legge di bone” di Russel Bank, “Ragazzo da parete (noi siamo infinito)” di Stephen Chbosky.

    “Benvenuta nella giungla
    qui abbiamo divertimento e giochi
    abbiamo tutto quello che vuoi
    dolcezza, conosciamo i nomi
    siamo le persone che riescono a trovare
    qualsiasi cosa di cui tu possa avere bisogno
    se hai i soldi, dolcezza
    noi abbiamo la tua malattia”

  10. Angela

    Il libro trasmette emozioni ‘nascoste’ latenti nel corso del racconto come latenti sono i caratteri dei personaggi..il loro vissuto viene a galla dalle loro parole e dai loro pensieri quasi come la schiuma dalle onde del mare. Tutti parlano non x gli altri ma per se’ stessi per conoscersi a vicenda e per far si’ che il lettore pensi esattamente cio’ che vuole: frasi secche parole precise che spiazzano dicono tutto e niente ma certo ti fanno pensare.Triste ma non troppo duro ma non troppo tenero ma non troppo..complimenti! Finale improbabile? Forse un modo per sdrammatizzare chissa’..

  11. Elisa

    Un romanzo che descrive l’incontro di due anime, in apparenza diverse come il giorno e la notte ma che, in realtà, sono unite da una profonda fragilità.
    La storia di Tomas e Vin (Vincenzo) inizia in una Casa Famiglia, che ospita giovani problematici.
    Tomas, in apparenza forte, spregiuficato, diventerà per Vin un punto di riferimento e, quando scappera’ dalla struttura, lui lo cercherà e troverà.
    Le loro vite si riuniranno in una realtà troppo grande per loro, fatta di uomini crudeli, personaggi negativi che non faranno che affossare la loro già precaria autostima.
    Molto commovente la storia di Tomas, come l’amore incondizionato, pulito, che Vin nutre nei suoi confronti.
    Una storia cruda, narrata con accuratezza e con uno stile che incanta chi legge.
    Mi sono emozionata in diversi momenti, ho vissuto con Tomas e Vin, con Fausto, Taco, Marta e Nina ogni momento come se fossi lì, con loro.
    Un bellissimo romanzo!
    Complimenti di cuore all’autrice!

  12. Lorenzo

    Leggere “Come il giorno e la notte” è un po’ come guardare un film. Per tutto il tempo ho avuto la sensazione che ogni capitolo fosse composto da scene scritte per il cinema, e nelle mia testa quelle scene prendevano vita in modo chiaro e tangibile. Ho pensato che fosse per deformazione professionale, visto che scrivo sceneggiature, ma non sapevo che c’era dell’altro.
    Soltanto dopo aver terminato il romanzo, leggendo con più attenzione la biografia dell’autrice, ho appreso che “Come il giorno e la notte” nasce inizialmente come soggetto cinematografico. E si sente proprio: il linguaggio semplice ed essenziale di Francesca Enrew, così chiaro e così vivido, porta il lettore a immaginare quello che legge mentre lo legge, e non è cosa da poco.
    I protagonisti, Vin e Tom, due adolescenti soli e fragili, problematici ognuno a suo modo e diversissimi tra loro (proprio come il giorno e la notte), catturano subito il lettore e lo fanno affezionare di capitolo in capitolo. Così ti ritrovi presto a tifare per loro, a sperare in un futuro migliore per entrambi, possibilmente insieme, anche quando l’ambiente crudo che li circonda lascia davvero poche speranze e incombe come un’ombra sopra le loro teste.
    Sullo sfondo Gli anni 80, i miti della musica e i loro dischi, i testi delle canzoni trascritti da Vin sul suo quaderno, le vecchie auto, le cabine telefoniche, le citazioni dai libri. Tutto concorre a dare al romanzo un sapore nostalgico che rende agrodolce e malinconica l’atmosfera in cui i personaggi si muovono. Lo stesso sapore nostalgico che ti rimane in bocca dopo l’ultimo capitolo.

  13. Barbara

    Ho e comprato il libro perché era il vincitore del premio “Montag” per la narrativa 2020, e devo dire che non sono rimasta delusa, anzi! È una storia insieme dura e tenera, e i personaggi hanno molte sfaccettature: soprattutto i protagonisti, ma anche quelli che sembrano fare parte dello sfondo, mostrano un lato ingenuo, quasi infantile, ed uno smaliziato; una sfrontatezza che può essere letta come insicurezza, o al contrario, come espressione di scaltrezza, da “navigato” e conoscitore del mondo. Queste apparenti contraddizioni incuriosiscono e spingono a leggere pagina dopo pagina, in un’atmosfera da novelli “Ragazzi della via Pal” o “Ragazzi della 56ma strada”. Dopo tutto non importa nemmeno come va a finire… qualunque fosse stato il finale, sarebbe andato bene comunque, perché è la storia quella importante. Personalmente, mi piacerebbe davvero che diventasse un film.

  14. Sabrina Mills

    Ho avuto occasione di leggere il romanzo durante le ferie, quindi in totale relax, se pur infastidita dall’influenza e devo dire che mi è molto piaciuto nel complesso. Per quanto si svolga in un lasso di tempo relativamente breve, può essere considerato un romanzo di formazione dei due principali protagonisti, Vin e Tom. Ho da subito apprezzato molto Vincenzo (Vin), ben costruito e delineato, mai fuori degli schemi, al quale mi sono affezionata. La sua ossessione per alcune pratiche utili a tranquillizzarlo, la sua reticenza al contatto umano mi hanno indotto a pensare che possa essere un Asperger e senza che scada mai in una macchietta. Non facile. Non posso dire la stessa cosa di Thomas (Tom), che pur raccontato bene con il suo carattere spigoloso, forte all’apparenza ma debole dentro, ho odiato. Ho visto in lui un approfittatore pronto a cogliere al volo le occasioni per togliersi dai guai, e pazienza se a danno dei più deboli. Vorrebbe amore e rispetto per lui, ma è il primo a non concederlo ad altri, forse per aver perso la fiducia nel prossimo grazie a chi invece avrebbe dovuto proteggerlo.
    Per il periodo storico in cui è ambientato, nel quale droga e prostituzione erano legati a doppio filo nel periodo adolescenziale, mi ha riportato alla mente Christiane F. e la Berlino degli anni 80.
    La scrittura di Francesca è molto bella, a tratti poetica, abile a disegnare immagini, per poi perdersi in passaggi anonimi senza spessore.
    Note dolenti, per me, di questo romanzo sono il finale, che avrei anticipato a un attimo prima di come si conclude, e alcuni (forse troppi) refusi e salti di consecutio verbale per essere un testo edito da una CE, ed è sinceramente un peccato.
    Dicevo del finale, ho trovato la conclusione dell’autrice debole, forse motivata dal colpo di scena, ma è anche vero che ogni autore ha un motivo per concludere il proprio romanzo e ogni lettore vorrebbe una conclusione in linea con i propri sentimenti.
    Come ho detto in principio, il mio giudizio complessivo è positivo e le mie sono considerazioni personali che non tolgono nulla alla buona riuscita del romanzo di cui ne consiglio la lettura.

  15. Dario Zizzo

    “Come il giorno e la notte” è uno di quei romanzi che non dimentichi facilmente, un romanzo, ambientato negli anni ’80, che ci parla di due ragazzi, Vin (Vincenzo) e Tom, due ragazzi destinati a incontrarsi: “Erano belli insieme, perché ognuno dava qualcosa all’altro, quasi completandosi a vicenda, seppur certamente distanti e così diversi. Tanto timido l’uno quanto sfacciato l’altro. Simili a un sole che illumina e a un astro nascente. Differenti, come il giorno e la notte. Ma non avresti potuto dire chi dei due fosse giorno e chi notte. Perché in ognuno luce e buio coesistevano in splendida contrastante armonia”. Ai due la vita ha mostrato di certo il suo volto peggiore; il primo ha una sensibilità particolare, a cui l’autrice dedica l’apertura dell’opera, un incipit terso, con una sentenza di una malinconica sapienza: “Le date non dovrebbero avere poi tanta importanza. Soltanto numeri. Eventi, ricorrenze, arrivi e partenze. Come chiodi conficcati sui crocifissi nelle aule. Restano lì, se non li togli con la forza. Quanto lo colpiva la potenza della mente, la memoria selettiva delle cose. E lui di memoria ne aveva fin troppa, soprattutto se si parlava di numeri: dove c’erano numeri, lui non dimenticava”. Vin ha un animo delicato, è un puro, e riesce a mantenere questa purezza sempre, anche in situazioni e contesti non proprio cristallini, è, oserei dire, un personaggio fiabesco.
    Tom è dalle diverse sfaccettature e perciò ben riuscito, ha alle spalle un passato che appare come un mostro dai lunghi artigli, dentro di lui ci sta il buio: “Gli piaceva percorrere strade poco note, dove nessuno lo conosceva e lui poteva essere chiunque… Era consapevole della seduzione del suo sguardo, a cui era difficile dire di no, e a volte ne sentiva il peso. Non temeva il buio delle strade, perché vi era ben altro buio nel suo cuore”. I due si allontanano dalla loro casa famiglia, finendo col vivere con altri ragazzi, spacciando la roba di André, altro personaggio ben riuscito, figura imponente, originale, amante dell’arte, un gigante dai piedi d’argilla, vittima delle sue debolezze, ma sono tutti vittime delle loro debolezze i personaggi di questo libro che ricorda un po’ i “Ragazzi di vita” di Pasolini, anche se qui non c’è il sottoproletariato romano
    Questa è un’Opera che, usando un linguaggio asciutto, senza arabeschi, ti accarezza con la sua poesia, ti prende per la collottola e ti schiaffa tra le sue pagine, quelle di uno dei migliori romanzi scritti dagli scrittori emergenti da me letti.

  16. Stefano Cirri

    Non ho neppure bisogno di pensarci: ‘Come il giorno e la notte’, di Francesca Erriu, è uno dei romanzi più intensi letti negli ultimi tempi.
    Vin, sedicenne in fuga da una casa famiglia, va alla ricerca di Tom, ragazzo conosciuto mesi prima proprio all’interno della stessa casa famiglia. I due, diversissimi di carattere e distanti come il giorno e la notte, si avvicineranno sempre di più. Quasi si fonderanno insieme. Fino a un finale che da un lato porta giustizia e dall’altro ti devasta.
    Vin da una parte, sedici anni, infantile, con dei generici ‘disturbi psichici’ (“Nina la mattina”, aggiunse Tom. “E’ il suo cognome?” Chiese Vin. “No! La chiamo così, per dire piccola matta.” “Ah. La mattina. E il mattino.” Rise Vin). Vin parrebbe un ragazzo ‘infantile’, o forse ‘sottosviluppato’. Ma dentro al sedicenne Vin convive una parte adulta forse addirittura ‘sovrasviluppata’ per essere quella di un sedicenne: ancora un contrasto, come il giorno e la notte.
    Dall’altra parte Tom. Tom l’adulto, Tom il rubacuori (cuori maschili, femminili, adolescenti e adulti), Tom il ribelle. Tom che vive ai margini: un po’ come Vin, del resto. Ma i due sono come il giorno e la notte. E anche dentro Tom coesistono il giorno e la notte: all’inizio non sembra, ma poi ci si arriva.
    Intorno a loro, un microcosmo duro, degradato. Periferico. In tutti i sensi. Violento, anarchico. Sessuale. Trasandato. Umano. Intorno a loro c’è André: tutto sembra ruotare intorno ad André. Anche André è pieno di contrasti: tanti. Troppi. Anche André è ‘devastato’ dentro.
    All’inizio sembra quasi che la casa famiglia sia il porto sicuro, l’ambiente perfetto. Protetto e protettivo. Ma Tom è fuggito, dalla casa famiglia. E pure Vin è fuggito, dalla casa famiglia.
    I due si trovano (ma è veramente Vin che trova Tom?): il giorno incontra la notte. E piano piano, la mano dell’autrice separa le acque attorno ai due aprendo una strada che porta dritta a quel punto d’incontro impossibile tra giorno e notte. Tra buio e luce. Un punto in cui tutto implode: chi sono, insieme, Vin e Tom?
    Sono amore, amicizia, ribellione; sono il giusto. Sono la soluzione dell’enigma. Sono il senso della vita. Sono l’epilogo che ti devasta perché deve devastarti. Sono la fusione di due anime impossibili da far coesistere.
    Copertina magnifica.

  17. Carmen

    “Come il giorno e la notte”, di Francesca Erriu Di Tucci, è la storia drammatica e appassionante di due adolescenti, schiavi di un passato che ne ha pregiudicato il futuro. Un’amicizia nata in una Casa famiglia, dove uno dei due era in cura per problemi psichici, sfocia nella ricerca disperata della libertà e, attraverso quella libertà, dell’affermazione di sé. Ma ritrovare se stessi non è facile, quando si deve sguazzare nelle sabbie mobili di una società che non aiuta i giovani a venir fuori da contesti distruttivi, capaci di affossare ogni loro Credo nella vita. Naufraga l’amicizia, naufraga irrimediabilmente l’amore. Il dramma è raccontato con un pathos impressionante, che disegna i tratti foschi di una vicenda capace di calzare su tante storie, apparentemente diverse, eppure simili per tanti aspetti. Un filo conduttore angosciante attraversa le epoche e le dislocazioni geografiche, nell’indifferenza della società perbenista e consumista. Il male è quello dell’anima ed è sempre lo stesso, dotato della forza di travalicare ogni confine razionale, mentre il dolore che frantuma il cuore e spezza i sogni si fonde con la necessità umana di brillare anche solo per una notte, come una stella morente conficcata nel cielo a illuminare una barca in mezzo al mare.
    Splendida narrazione, supportata da dialoghi veri, personaggi tangibili e ambientazioni suggestive. Un romanzo meritevole.

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Francesca Erriu Di Tucci, cagliaritana, inizia a scrivere racconti sin da bambina conseguendo alle scuole superiori i suoi primi premi letterari, tra cui il Premio
Grinzane Cavour “Lettere d’amore”.
Dopo la laurea in Lingue e letterature straniere, con tesi su Dracula di Bram Stoker, approfondisce i suoi studi a Roma frequentando anche corsi di scrittura creativa e sceneggiatura.
Nasce il soggetto cinematografico di Come il giorno e la notte, diventato poi romanzo.
Nel 2007 pubblica il racconto Stella Stellina nella collana Subway-Letteratura edita dall’associazione E-20 di Milano.
Grazie al suo interesse per la musica, nel 2018 partecipa al volume Bowienext di Rita Rocca e Francesco Donadio (Arcana Edizioni).
Dal 2018 raccoglie suoi scritti e poesie nel blog Dalla Stella alla Terra.

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