“Moriamo tutti vivendo” non è un monito, ma una speranza dettata dalla consapevolezza. La morte spaventa, ma è necessario ricordare come sia l’epilogo di un percorso meraviglioso che è la Vita. E l’opera si articola in tre sezioni: Desiderio, Amore e Morte, tre elementi fondamentali di questo viaggio.
Pag.62 – Isbn 978-88-68929-31-2
Copertina: Graphic Montag

Samuele Marotta, pesarese, è Geometra e lavora come tecnico di cantiere.



Giacomo –
Ci sono libri che si leggono, e libri che si sentono. Moriamo tutti vivendo di Samuele Marotta appartiene a questa seconda categoria: una raccolta che non si limita a proporre versi, ma costruisce un percorso emotivo che accompagna il lettore dentro alcune delle domande più profonde dell’esistenza. Il filo conduttore dell’opera è chiaro fin dal titolo, che racchiude una tensione centrale dell’intera raccolta: vivere e morire non come opposti, ma come dimensioni inseparabili della stessa esperienza. La poesia di Marotta si muove lungo questo confine sottile, esplorando il desiderio, l’amore, il tempo e la fragilità umana con uno sguardo diretto, privo di filtri e di eccessivi artifici. Uno degli elementi più evidenti della raccolta è la scelta di un linguaggio accessibile, quasi colloquiale, che rinuncia alla complessità formale per privilegiare l’immediatezza emotiva. Questa semplicità, tuttavia, non coincide con superficialità. Al contrario, molte poesie riescono a condensare riflessioni profonde in immagini concrete e contemporanee. Metafore come quella della “batteria scarica” o la rappresentazione della fragilità umana attraverso il vetro restituiscono con efficacia il senso di smarrimento e di ricerca che caratterizza la sensibilità moderna. La forza della raccolta risiede soprattutto nella sua autenticità. Marotta non si pone come osservatore distante, ma come individuo immerso nelle proprie contraddizioni, nelle proprie paure e nel proprio bisogno di comprendere. La poesia diventa così non uno strumento per offrire risposte definitive, ma uno spazio in cui abitare le domande. In questo senso, l’opera riesce a stabilire un rapporto diretto con il lettore, che può riconoscersi in molte delle emozioni e delle incertezze espresse. Non tutte le composizioni raggiungono la stessa intensità, e in alcuni passaggi emergono immagini e riflessioni che richiamano temi ricorrenti nella poesia contemporanea, come la paura del tempo che scorre o il desiderio di autenticità. Tuttavia, ciò che distingue questa raccolta è la sincerità dello sguardo e l’assenza di compiacimento stilistico. La scrittura non cerca di impressionare, ma di comunicare, e proprio per questo riesce spesso a lasciare un segno duraturo. Moriamo tutti vivendo è una raccolta che invita a rallentare, a soffermarsi, e talvolta a rileggere gli stessi versi per coglierne pienamente il significato. Non è una poesia che si impone con la forza, ma che agisce in modo più sottile, sedimentando lentamente dentro il lettore. È un’opera che non punta alla perfezione formale, ma alla verità emotiva. E proprio in questa scelta risiede la sua qualità più significativa: la capacità di restituire, con onestà e sensibilità, la complessità e la fragilità dell’esperienza umana. Un ulteriore elemento di interesse è la coerenza emotiva che attraversa l’intera opera. Le poesie non appaiono come frammenti isolati, ma come parti di un unico percorso interiore, in cui ogni testo contribuisce a costruire una visione più ampia e consapevole dell’esperienza umana. Il risultato è una raccolta che invita a rallentare, a soffermarsi e a riflettere, confermando la poesia come uno strumento ancora vivo, capace di dare forma alle inquietudini del presente.