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Anni Ottanta. Vincenzo ha sedici anni e decide di fuggire dalla casa famiglia dove è in cura per disturbi psichici. Una fuga in treno in cerca di una libertà come solo gli adolescenti possono sognare, e col desiderio di ritrovare Tomas, il ragazzo conosciuto mesi prima. L’incontro tra i due – Vin introverso e preciso; Tom ribelle e orgoglioso – sfocerà in un rapporto problematico che li farà avvicinare sempre più, decisi a inseguire i sogni, a loro rischio e pericolo.

pag.210 – Isbn 978-88-68924-70-6

9 recensioni per COME IL GIORNO E LA NOTTE

  1. Laura

    Recensione per COME IL GIORNO E LA NOTTE
    ★ ★ ★ ★ ★

  2. Carmela

    Recensione per COME IL GIORNO E LA NOTTE
    ★ ★ ★ ★ ★

  3. Angela

    Recensione per COME IL GIORNO E LA NOTTE
    ★ ★ ★ ★ ★

  4. Margie

    Review for COME IL GIORNO E LA NOTTE
    ★ ★ ★ ★ ★

  5. Margie

    Un crescendo di emozioni contrastanti, in un contesto di disagio che l’autrice ci fa sentire vicinissimo a noi. Una storia di vite al limite, di sofferenza e inquietudine, consigliata a chi, passando in mezzo agli ultimi, non volge lo sguardo altrove.
    Sorprendente.

  6. Linda

    Il libro come il giorno e la notte mi è piaciuto molto . L’autrice affronta temi forti , anche un po’ scottanti in modo profondo e sereno, provocando nel lettore momenti di commozione tristezza ma anche strappando un sorriso , simpatia per i personaggi che sono tutti in un certo senso vittime e carnefici allo stesso tempo. Il libro si legge tutto d’un fiato con l’ansia di sapere la sorte di ognuno di loro .

  7. alessandro gnani

    Morire per un bacio. In qualche modo così accade nella Salome di Wilde. C’è Wilde in questo romanzo, con la Salome ma non solo. E poi la musica: da Morrison a Schubert. E c’è la buona narrazione.
    Narrare lo squallore, l’abbandono, la violenza. Narrarli quasi sottovoce, quasi fosse normale, perché davvero è normale per Vin e Tom, vivere giorno per giorno laggiù, vicino alla stazione, un po’ in roulotte un po’ in un casolare, a spacciare e sballarsi, se non c’è niente di meglio dopo la fuga dalla casa-famiglia. Morire per un bacio, fottersi tutto in cerca di qualche briciola d’amore, è un po’ come fottersi per disperato bisogno di una dose.
    La narrazione buona di gesti semplici e quotidiani, perché è quella la normalità dei personaggi nel sopravvivere da schifo. E quando si risolvono a compiere gesti grossi è perché purtroppo non rimane altro modo di cambiare le cose. “Perché non si poteva entrare in una cabina e cambiare tutto?” Meglio che Vin continui a prendere le sue pillole. “… avere una vita normale, andare a scuola, ridere per le stupidaggini” e, soprattutto, forse, “non essere innamorati senza speranza”. Meglio lasciarsi andare, farsi un bagno in mare e non pensarci.
    Se si scava un po’ si trova qualche punto dove forse avrei preferito sentire la storia più in presa diretta e meno raccontata, ma l’allucinazione e la commozione restano tutte.

  8. Antonio

    La narrazione mi ha riportato in molti tratti a una fusione sgranata fra “Le avventure di Oliver Twist” e “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”, delineando alcune atmosfere un po’ desolanti alla Stephen King.
    La storia possiede un andamento che condiziona inevitabilmente il lettore: i protagonisti sopravvivono anziché vivere e il crudo tema della fuga mette a nudo ciò che porterà il lettore a un’inevitabile stato d’animo melanconico. Non esistono, infatti, spazi per coloro che ‘fingono’ l’impassibilità emotiva di fronte al finale della vicenda.

  9. Cristiano Rosari

    “Ogni adolescenza coincide con la guerra
    Che sia vinta, che sia persa
    Ogni adolescenza coincide con la guerra
    Che sia falsa, che sia vera
    Ogni adolescenza coincide con la guerra
    E così sempre sarà”

    Aveva proprio ragione Davide Toffolo quando ha scritto questi versi. Ma se così è, i protagonisti del bellissimo libro “Come il giorno e la notte” di Francesca Erriu Di Tucci (aka Francesca Enrew) hanno vinto o hanno perso?

    Vin è un sedicenne fragile con le sue ossessioni e il suo passato problematico; trova conforto nella reiterazione delle cose (ad esempio l’enunciato del teorema di Pitagora da ripetere come un mantra) e nell’ordine; la madre l’ha “parcheggiato” in una casa famiglia perché non riesce a gestirne le complessità.

    Vin è la notte, la sua vita cambia quando incontra il suo giorno: Tom.

    Bello, sicuro di sé, estroverso e con un’infanzia difficile da metabolizzare. Tom è troppo libero per rimanere rinchiuso nella casa famiglia e scapperà ben presto lasciando in Vin un’urgenza: quella di ritrovarlo.

    Così il giovane Vin partirà alla ricerca dell’amico (solo un amico nei suoi pensieri?); lo ritroverà in un casolare dove vive di espedienti con altri ragazzi. A gestire i traffici c’è forse il personaggio più affascinante: André, l’unico adulto che abbia un peso nella storia. L’autrice nasconde André, che è il “cattivo”, dietro un velo: vediamo le sue azioni ma non capiamo le motivazioni che lo spingono a sfruttare i ragazzi. A volte viene il dubbio che anche lui abbia un passato tragico che governa il suo agito. I “ragazzi interrotti” di Francesca si muovono al buio cercando di trovare una direzione in quel momento della vita folle, oscuro e caleidoscopio che chiamiamo “adolescenza”. Con la stessa turbolenza del mare che fa da quinta di sfondo all’intero racconto.

    Il tutto verso un finale per niente facile che lascerà al lettore il compito di decidere se la “guerra” di Vin e Tom è stata vinta oppure persa.

    Una trama densa e coinvolgente in cui si affrontano temi come l’amore, la droga, la morte, la musica e molto altro.

    L’opera di Francesca mi è piaciuta davvero tanto. È un libro maturo, tanto da sorprendere il fatto che sia il suo primo romanzo e non si tratti di un’autrice con molta più esperienza. Lo stile è minimale, niente fronzoli o metafore improponibili; le frasi, spesso bevi e secche, sono al servizio della storia e non viceversa come spesso capita. I personaggi sono perfettamente caratterizzati, l’ambientazione negli anni Ottanta è resa credibile dagli oggetti di uso comune e dalle situazioni che rimandano a quell’epoca. Il punto di vista è quasi sempre quello di Vin, inframezzato dalla vicenda di Tom. Andrè rimane residuale ma non meno azzeccato.

    La frase: “Era il dispiacere nel piacere, la gioia nel dolore, la morte nella vita. Nel sapere che tutto sarebbe finito lì, in quella macchina, in quella strada, in quella pioggia.”

    Beh, che dire? Un’autrice che scrive così vale di certo la pena leggerla.

    Da leggere ascoltando: “Ogni adolescenza”, Tre allegri ragazzi morti. “Welcome to the Jungle”, Guns ‘n roses.

    Da leggere se si è amato: “la legge di bone” di Russel Bank, “Ragazzo da parete (noi siamo infinito)” di Stephen Chbosky.

    “Benvenuta nella giungla
    qui abbiamo divertimento e giochi
    abbiamo tutto quello che vuoi
    dolcezza, conosciamo i nomi
    siamo le persone che riescono a trovare
    qualsiasi cosa di cui tu possa avere bisogno
    se hai i soldi, dolcezza
    noi abbiamo la tua malattia”

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Francesca Erriu Di Tucci, cagliaritana, inizia a scrivere racconti sin da bambina conseguendo alle scuole superiori i suoi primi premi letterari, tra cui il Premio
Grinzane Cavour “Lettere d’amore”.
Dopo la laurea in Lingue e letterature straniere, con tesi su Dracula di Bram Stoker, approfondisce i suoi studi a Roma frequentando anche corsi di scrittura creativa e sceneggiatura.
Nasce il soggetto cinematografico di Come il giorno e la notte, diventato poi romanzo.
Nel 2007 pubblica il racconto Stella Stellina nella collana Subway-Letteratura edita dall’associazione E-20 di Milano.
Grazie al suo interesse per la musica, nel 2018 partecipa al volume Bowienext di Rita Rocca e Francesco Donadio (Arcana Edizioni).
Dal 2018 raccoglie suoi scritti e poesie nel blog Dalla Stella alla Terra.

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